Advertisement

I 36 minuti che decidono il caso Fakir

Listen to this article
Calculating...

I 36 minuti di via Svevo: cosa dice l’autopsia e cosa resta da chiarire sulla morte di Abderrahim Fakir

Bologna โ€” Tra l’arrivo dell’ambulanza e la constatazione del decesso passano trentasei minuti. รˆ dentro quella finestra che la Procura di Bologna sta cercando la risposta alla domanda centrale del caso Fakir: quando รจ morto Abderrahim, e cosa si poteva ancora fare.

Advertisement

L’azienda sanitaria di Bologna ha ricostruito gli orari: l’ambulanza viene inviata alle 12:17 e arriva in via Svevo alle 12:30; alle 12:36 i soccorritori chiamano la centrale operativa per un consulto medico e chiedono l’invio di un’automedica, che arriva alle 12:53, quando il medico constata il decesso.

Chi era Abderrahim Fakir

Fakir aveva 42 anni, era di origine marocchina, viveva in Italia da quando ne aveva sette e non aveva ancora ottenuto la cittadinanza. Abitava a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi, con la moglie. รˆ morto il 19 luglio 2026 nel rione Pilastro di Bologna, mentre due agenti lo tenevano a terra.

Le immagini diffuse dai familiari e acquisite dalla procura lo mostrano immobilizzato in posizione prona mentre grida ripetutamente aiuto; poi i lamenti, poi il silenzio. Nello stesso video si vedono operatori sanitari che osservano la scena senza intervenire.

L’inchiesta: sei posizioni, ipotesi di omicidio colposo

Sono sei le persone su cui la Procura sta facendo accertamenti, iscritte con il modello 45 bis: i due poliziotti intervenuti, del Commissariato Bolognina, e quattro sanitari. Nessun cittadino รจ coinvolto nelle indagini. Tutti e sei sono stati sentiti dagli inquirenti e hanno fornito la propria versione. L’ipotesi di reato รจ omicidio colposo, con il pm Ambrosino coordinato dal procuratore Guido, e le indagini sono affidate alla Squadra Mobile.

Gli agenti hanno 23 e 28 anni ed รจ al vaglio anche il rispetto delle linee guida del Viminale sulla manovra di contenimento.

Cos’รจ il modello 45-bis

รˆ il punto tecnico che molti stanno confondendo con un’immunitร . Si tratta di un registro di annotazione preliminare introdotto dal ministero della Giustizia, che consente al pubblico ministero di annotare fatti che risultano commessi in presenza di una possibile causa di giustificazione, senza l’automatica iscrizione nel registro degli indagati. Non chiude nulla: non รจ un’assoluzione anticipata, ed รจ reversibile.

Cosa ha detto l’autopsia del 24 luglio

L’esame รจ stato definito “molto complesso” dal collegio di periti che lo ha concluso alle 17 del 24 luglio, dopo quasi sei ore. L’ipotesi preminente degli esperti incaricati da procura e parti รจ una crisi respiratoria con conseguente asfissia come causa di morte piรน probabile.

La Tac aveva mostrato polmoni pieni di sangue, un quadro ritenuto compatibile con l’asfissia. Non risultano fratture ossee, a parte una lieve a un dito del piede, e sono state rilevate lievi irritazioni alle vie respiratorie compatibili con l’inalazione dello spray.

Le letture delle parti divergono. L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, ha detto all’Ansa di ritenere possibile un quadro asfittico da compressione, invitando perรฒ ad attendere le conclusioni peritali. L’avvocato dei due agenti, Gabriele Bordoni, ha riferito che secondo il proprio consulente medico-legale l’esame non ha fatto emergere elementi riferibili a un’azione eccessiva o violenta da parte dei poliziotti.

Il medico legale della Procura ha spiegato che sulle cause della morte occorre ancora riflettere. In altre parole: nessun punto fermo, e la relazione definitiva รจ attesa nelle prossime settimane.

La catena dei soccorsi sotto esame

L’ambulanza inviata era dotata solo di sistemi salvavita e senza medico a bordo; i quattro volontari della Croce Rossa non sono intervenuti durante le manovre della polizia. L’Azienda Usl di Bologna ha aperto un’indagine interna e ha sostenuto che l’invio dei mezzi รจ avvenuto nel rispetto dei tempi e in modo conforme alle procedure vigenti.

Il presidente della Croce Rossa di Bologna, Marco Gamberini, ha difeso i volontari sostenendo che non era pensabile intervenire su una persona che in quel momento era sotto le mani delle forze dell’ordine, e che pochi secondi di filmato vengono letti in modo lontano dalla realtร . La Croce Rossa ha inoltre precisato che i propri volontari hanno poi effettuato manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato il defibrillatore.

Resta perรฒ la domanda che l’inchiesta dovrร  affrontare: con quale codice di gravitร  รจ stata classificata la chiamata, e in base a quale criterio รจ stato scelto quel mezzo.

Il contesto e le tensioni

Nei giorni precedenti la morte, Fakir aveva avuto contatti con i servizi sanitari: il 20 giugno era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, e nei giorni successivi si era recato spontaneamente a un centro di salute mentale, dove era stato fissato un nuovo appuntamento per i primi giorni di agosto. Aveva due precedenti penali risalenti al 2015 e al 2022, entrambi conclusi con patteggiamento. Secondo parenti e conoscenti soffriva di problemi cardiaci e d’asma.

Alla vicenda sono seguiti scontri di piazza, su cui risultano dodici indagati e danni stimati in circa 200mila euro. Il Ministero degli Affari Esteri del Marocco ha chiesto alle autoritร  italiane di avviare un’indagine approfondita sulle circostanze della morte.

Cosa succede adesso

Tre binari corrono in parallelo: la perizia collegiale sulle cause del decesso, la verifica sul rispetto delle procedure di contenimento, e l’istruttoria sulla catena dei soccorsi. La Procura sta inoltre acquisendo decine di video girati dai residenti del Pilastro per ricostruire la sequenza.

Fino alla relazione definitiva, nessuna responsabilitร  รจ accertata e nessuno dei sei รจ stato condannato. Quello che รจ giร  certo รจ il perimetro temporale su cui si giocherร  tutto: dalle 12:30 alle 12:53.

Leave a Comment